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Rigel
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mwbwRigel (mwcaβ Ori / β Orionis / Beta Orionis) è una mwcqstella della mwcgcostellazione di Orione, la settima mwcwpiù luminosa del cielo, con una mwdamagnitudine apparente di +0,13cite-ref-simbad-1-10[1]. Sebbene secondo la mweqnomenclatura di Bayer la stella abbia la mweglettera greca β, è in realtà la mwewstella più luminosa della costellazione, più luminosa anche di mwfaBetelgeuse, cui è stata assegnata la lettera αcite-ref-8[8].

Rigel è una mwggsupergigante blu molto mwgwluminosa situata a una distanza di circa mwha860 al dal mwhqsistema solarecite-ref-vanleeuwen-5-1[5]. Si tratta dell'oggetto più luminoso entro un raggio di un migliaio di anni luce dal mwigSolecite-ref-darling-9-0[9]. È una mwjwstella variabile complessa con molti periodi di variazione sovrapposti fra lorocite-ref-moravveji-2-5[2]. Attorno ad essa si trova una gran quantità di gas interstellare, che viene illuminato dalla sua intensa mwlaradiazione ultravioletta, rendendolo così luminoso per mwlqriflessionecite-ref-10[10].

Si tratta in realtà di un mwmwsistema stellare perché intorno alla supergigante orbitano due mwnastelle azzurre di sequenza principalecite-ref-burnham1978-11-0[11].

Il nome di Rigel è una contrazione dell'mwogarabo mwowRijl jawza al-yusra, che significa "il piede sinistro di Colui che è Centrale". Tale nome fa riferimento alla posizione della stella nella costellazione in corrispondenza del "piede" sinistro di Orionecite-ref-allen-12-0[12].

Contents

Note

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Osservazione

La magnitudine apparente media di Rigel è di +0,13, il che la rende la stella più luminosa della costellazione di Orione nonché la mwrwsettima stella più luminosa della volta celeste escluso il Sole, appena più debole di mwsaVega e più luminosa di mwsqProcione. È anche più luminosa di ogni singola componente di mwsgCapella, anche se questa mwswstella binaria risulta apparentemente più luminosa di Rigel se presa come un unico punto di luce, così come appare ad mwtaocchio nudo. Essendo una mwtqstella variabile la sua magnitudine non è costante, e varia da +0,05 a +0,18cite-ref-13[13].

Nonostante Rigel sia la stella più luminosa della sua costellazione, le è stata assegnata la lettera β. Ciò può essere dovuto o al fatto che, al momento dell'assegnazione delle lettere nel mwuw1603, Betelgeuse, in virtù della sua mwvavariabilità, era più luminosa di quanto non sia ora, oppure semplicemente al fatto che mwvqJohann Bayer, come in molti altri casi, si è basato sulle posizioni delle stelle piuttosto che sulla loro effettiva luminosità al momento dell'assegnazione della lettera.cite-ref-kaler1-14-0[14]

Rigel appare di un colore bianco-azzurrocite-ref-15[15]cite-ref-16[16] il suo mwywindice di colore (B-V) è di -0,03cite-ref-simbad-1-11[1].

Rigel è una stella dell'mw0qemisfero australe, ma è talmente prossima all'mw0gequatore celeste (solo 8° a sud) da poter essere osservata da tutte le aree abitate della mw0wTerra, senza difficoltà. D'altra parte questa vicinanza all'equatore celeste fa sì che essa sia mw1acircumpolare solo nelle regioni vicine al mw1qpolo sud terrestre.

L'individuazione di Rigel è facilitata, oltre che dalla sua notevole luminosità, anche dal fatto che appartiene alla costellazione di Orione, una delle figure più note e riconoscibili della volta celeste. Essa è posta nella parte sud-ovest della costellazione, in corrispondenza del suo piede destro, secondo l'mw1wUranometria di Bayer, o sinistro, secondo l'etimologia araba. Si trova infatti a sud rispetto alla mw2aCintura di Orione (formata da mw2qAlnitak, mw2gAlnilam e mw2wMintaka) e a ovest rispetto a mw3aSaiph, con la quale forma una delle basi della figura a forma di mw3qclessidra, costituita dalle stelle più luminose della costellazione.

Rigel culmina a mezzanotte il 12 dicembre, e alle 9 di sera del 24 gennaio, ed è quindi maggiormente visibile nelle sere d'inverno nell'mw3wemisfero settentrionale e in quelle estive dell'mw4aemisfero australe.cite-ref-17[17] Rigel è anche una delle più importanti stelle nella mw5qnavigazione astronomica, grazie alla sua luminosità e al fatto che si trovi nei pressi dell'equatore celeste, il che la rende visibile da tutti gli oceani del mondocite-ref-18[18]cite-ref-19[19].

Per quanto riguarda le dinamiche terrestri, Rigel possiede attualmente la mw7wdeclinazione più settentrionale che possa raggiungere nel mw8aciclo precessionale, essendo prossima alle 6mw8qh di mw8gascensione retta; fra circa mw8w13 000 anni (come lo è stato anche mw9a12 000 anni fa), Rigel sarà al contrario nel punto più meridionale, e sarà osservabile dall'emisfero nord solo in prossimità del mw9qTropico del Cancrocite-ref-20[20].

Ambiente galattico

La nuova riduzione dei dati mwaqaastrometrici del mwaqetelescopio spaziale mwaqiHipparcos risalente al mwaqm2007 ha portato a un nuovo calcolo della mwaqqparallasse di Rigel, che è risultata essere 3,78 ± 0,34 mwaqumascite-ref-vanleeuwen-5-2[5]. Pertanto la distanza di Rigel dalla Terra è pari a mwaqo1/0,00378 ± 20 pc, ossia mwaqs264 ± 20 pc, equivalenti a circa mwaqw860 ± 70 anni luce. Tuttavia, il metodo della parallasse a queste distanze non è pienamente affidabile e il margine di errore ampio. Il successore di Hypparcos, mwaq0Gaia,cite-ref-21[21] ha misurato nella sua terza versione (DR3) una parallasse equivalente a una distanza di circa 1000 anni luce sulla compagna, ovvero Rigel B, poiché Gaia a differenza di Hipparcos non è stata concepita per osservare stelle molto luminose come Rigel, a causa della saturazione del sensore CCD della fotocamera.cite-ref-22[22] Anche studi recenti concordano con i dati di Hypparcos, utilizzando l'interferometria E S G de Almeida e colleghi nel 2022 hanno stimato la distanza di Rigel in 848 anni lucecite-ref-almeida-4-5[4]. In ogni caso, questa stella si trova sullo stesso braccio della mwaroVia Lattea su cui si trova anche il mwarsSole, cioè il mwarwbraccio di Orione, il cui nome deriva dal fatto che il suo punto più ricco ed intenso si trova proprio in direzione della costellazione di Orione.

Sulla stessa linea di vista di Rigel e lungo il medesimo braccio galattico, si trovano anche l'mwar4associazione OB mwar8Orion OB1 e la mwasanebulosa di Orione, ad essa collegata. Di questa associazione fanno parte molte stelle calde e luminose della costellazione, comprese Saiph e le tre che formano la Cintura. Tuttavia la distanza di Rigel da noi è circa la metà di quella delle stelle che formano l'associazione. È pertanto dubbio che Rigel ne faccia parte: a volte viene considerata un membro staccato dell'associazione, ma più spesso è considerata un membro dell'Associazione R1 del Toro-Orionecite-ref-23[23]. Il fatto che Betelgeuse si trovi più o meno alla stessa distanza da noi a cui si trova Rigel e abbia più o meno la stessa età (circa 10 milioni di anni) farebbe pensare a un fenomeno di mwasyformazione stellare avvenuto di fronte all'associazione Orion OB1 alla distanza di 200-300 parsec, che ha generato anche queste due stellecite-ref-24[24]. Tuttavia, altre interpretazioni sono possibili. Per esempio, Harper, Brown e Guinan (2008) hanno seguito a ritroso la traiettoria che Betelgeuse deve avere percorso nello spazio nei milioni di anni passati, dato il suo attuale mwassmoto proprio, scoprendo che essa porta in una regione esterna al mwaswdisco galattico nella quale è improbabile che essa si sia mwas0formata. Gli studiosi ritengono più probabile che Betelgeuse si sia formata in una delle sottoregioni dell'associazione Orion OB1 e che poi abbia modificato il proprio moto proprio in seguito a esplosioni di mwas4supernovae o a incontri ravvicinati con altre stelle. Beltelgeuse sarebbe pertanto un'altra mwas8stella fuggitiva proveniente dall'associazione, come le celebri mwataAE Aurigae e mwateμ Columbaecite-ref-25[25]. Studi analoghi tuttavia non sono stati ancora compiuti su Rigel.

Essendo una stella brillante e inoltre muovendosi in una regione folta di mwauanebulose, Rigel illumina numerose nubi di polvere nelle sue vicinanze, come mwauevdB 36 e la mwauinebulosa Testa di Strega; quest'ultima è una mwaumnebulosa a riflessione che si trova circa due gradi e mezzo a nord-est, a circa 40 anni luce da Rigel. Nonostante la distanza, la Nebulosa Testa di Strega è ugualmente illuminata da questa stella a testimonianza della sua grande luminosità. Essa è di colore azzurro perché riflette la luce di Rigel, che ha questo colorecite-ref-kaler-26-0[26].

Le mwaukcoordinate galattiche di Rigel sono 209,2412° e −25,2454°cite-ref-simbad-1-12[1]. Una mwau4longitudine galattica di circa 209° significa che la linea ideale che congiunge il Sole e Rigel, se proiettata sul mwau8piano galattico, forma con la linea ideale che congiunge il Sole con il mwavacentro galattico un angolo del medesimo valore. Ciò significa che Rigel è un po' più lontana dal centro galattico rispetto al Sole. Una mwavelatitudine galattica di circa −25° significa che Rigel si trova più a sud rispetto al piano in cui sono posti anche il Sole e il centro galattico.

Caratteristiche

Temperatura e luminosità

Il colore azzurro di Rigel è determinato dalla sua alta mwavutemperatura superficiale. Il valore di tale temperatura non è tuttavia conosciuto con certezza: alcune misurazioni hanno dato come risultato mwavy12000 Kcite-ref-chesnau2014-3-1[3]cite-ref-27[27], altre mwav813 000 Kcite-ref-takeda-28-0[28]. In ogni caso, Rigel è stabilmente assegnata alla mwawqclasse spettrale B8cite-ref-simbad-1-13[1].

La mwawoluminosità assoluta di una stella è ricavabile dalla sua luminosità apparente e dalla sua distanza dalla Terra. Visto che la distanza precisa a cui Rigel si trova è incerta, anche la sua luminosità intrinseca è difficilmente determinabile con precisione. Nel calcolo vi deve inoltre tenere conto che, data la sua alta temperatura superficiale, Rigel emette molta mwawsradiazione nella banda dell'mwawwultravioletto. Le stime della luminosità di questa stella variano fra le mwaw066000 L⊙cite-ref-steward-29-0[29] e le mwaxi120000 L⊙cite-ref-moravveji-2-6[2]. Tenendo buono quest'ultimo valore, basato sulla nuova riduzione dei dati di Hipparcos, la mwaxcmagnitudine assoluta bolometrica di questa stella si aggirerebbe attorno a −8cite-ref-moravveji-2-7[2]cite-ref-takeda-28-1[28] e questo fa di Rigel l'oggetto più luminoso entro il raggio di un migliaio di anni luce del Sole. Occorre allontanarsi dal Sole almeno mwaya1400 al fino a mwayeDeneb, mwayiα Cygni, per trovare una stella sicuramente più luminosa. Anche Deneb si trova sul braccio di Orione della Via Lattea, ma nella direzione opposta a quella in cui si trova Rigel. Un'altra stella che potrebbe contendere a Deneb il primato di stella più luminosa nelle vicinanze del Sole a una distanza superiore a quella di Rigel è mwaymNaos, mwayqζ Puppis, che è sicuramente più luminosa di Deneb: tuttavia non è ancora ben chiaro quale delle due stelle sia la più vicinacite-ref-30[30].

Raggio e massa

Rigel è classificata come mwaysstella supergigante; in particolare essa è stata assegnata alla mwaywclasse di luminosità Iacite-ref-simbad-1-14[1]cite-ref-moravveji-2-8[2]cite-ref-chesnau2014-3-2[3] (a volte Iabcite-ref-simbad-1-15[1]), che raccoglie le supergiganti più luminose. Ciò significa che Rigel ha già abbandonato la mwaz0sequenza principale e si trova in un avanzato mwaz4stato evolutivo. Abbandonando la sequenza principale, Rigel ha cominciato a aumentare le sue dimensioni, che sono diventate ragguardevoli. Basandosi sulla sua luminosità e sulla sua temperatura, si può ricavare che essa ha un mwaz8raggio che è 74 volte quello del Solecite-ref-kaler-26-1[26], mentre misurazioni dirette del diametro di Rigel hanno dato come risultato 2,43mwaaq mwaaumas nel 2005, con il mwaayVLTI dell'mwaacESOcite-ref-31[31], e di 2,76mwaaw mas con l'mwaa0interferometro mwaa4CHARA nel 2009cite-ref-chesneau2010-32-0[32]. Assumendo quest'ultima misura e la distanza calcolata sulla base dei dati del satellite Hipparcos si ottiene un raggio di Rigel in mwabm78,9 ± 7,4 R☉ (corrispondenti a circa mwabq55×106 km) in buon accordo con il raggio calcolato in base a luminosità e temperaturacite-ref-moravveji-2-9[2].

I margini di incertezza sono tuttavia ampi: basandosi sul calcolo di altri parametri come la mwab4gravità superficiale e sul suo stato evolutivo, Israelian mwab8et al. (1997) hanno ricavato un raggio di 130mwaca Rmwace☉cite-ref-israelian-33-0[33]. Se fosse posta al centro del mwacySistema solare, Rigel raggiungerebbe quindi almeno l'orbita di mwaccMercurio, ma potrebbe addirittura avvicinarsi all'orbita di mwacgVenere, se le stime più alte dovessero rivelarsi corrette.

Sebbene nel corso della sua evoluzione abbia perduto grandi quantità di materiale, Rigel ha una mwacomassa diverse volte maggiore di quella del Sole. Secondo uno studio di Przybilla mwacset al. del 2010, condotto utilizzando modelli teorici delle mwacwtracce evolutive delle stelle massicce, la massa di Rigel sarebbe pari a mwac023 M⊙cite-ref-moravveji-2-10[2]cite-ref-przybilla-34-0[34]; Hohle nel 2010 utilizza diversi modelli evolutivi ottenendo valori compresi fra 11,64 e mwady19,22 M⊙cite-ref-hohle-35-0[35]; mentre Tetzlaff mwadset al. nel 2011 hanno calcolato la media fra i risultati di diversi modelli evolutivi ottenendo mwadw19,2±0,1 M⊙cite-ref-tetz-36-0[36]. Tuttavia i modelli evolutivi su massa e luminosità sono in gran parte condizionati dalla distanza. Przybilla e colleghi nel 2010 hanno stimato una luminosità di oltre 200.000 volte quella del Sole, adottando una distanza di 360 parsec da uno studio del 1982 di Hoffleit & Jaschek, poiché all'epoca si pensò che Rigel facesse pare dell'associazione Orion OB1. Con la distanza invece stimata nel 2022 da De Almeida e colleghi, coerente con quella misurata dal satellite Hypparcos, la luminosità di Rigel risulta "solamente" 123.000 volte quella del Sole, e la massa risulta così ridotta a mwaee12 M⊙cite-ref-almeida-4-6[4].

La massa di Rigel è dunque paragonabile a quella della mwaecsupergigante rossa Betelgeuse, sua compagna di costellazione. Tuttavia le due stelle si trovano in due stati evolutivi differenti. Rigel sta probabilmente espandendosi e raffreddandosi in superficie dopo aver terminato l'mwaegidrogeno disponibile nel suo nucleo; in tal caso possiederebbe ora un nucleo inerte di mwaekelio e diventerebbe in futuro una supergigante rossa. Betelgeuse ha invece già raggiunto questa fase. Sebbene sia improbabile, esiste tuttavia anche un'altra possibilità, più remota, che Rigel abbia già superato la fase di supergigante rossa e che sia ridiventata una supergigante blu, cominciando a fondere l'elio in mwaeocarbonio nel suo nucleo. In tal caso Rigel sarebbe andata incontro a maggiori perdite di massa rispetto alle ipotesi precedenti e quindi la sua massa attuale sarebbe ridotta a mwaes14 M⊙cite-ref-kaler-26-2[26].

Velocità e periodo di rotazione

Le stelle mwafigiganti e supergiganti, uscendo dalla sequenza principale, aumentano il loro mwafmvolume. Per la mwafqlegge di conservazione del momento angolare, la mwafuvelocità di rotazione diminuisce. Queste stelle quindi di solito ruotano tanto più lentamente quanto più hanno aumentato il loro volume. Rigel, come tutte le stelle molto calde, quando era all'interno della sequenza principale doveva ruotare molto velocemente, tanto che forse la sua velocità di rotazione era all'mwafyequatore circa 400-mwafc500 km/scite-ref-takeda2-37-0[37], vicina alla velocità critica, oltre la quale una stella si distruggerebbe. L'eccesso di mwafwelio riscontrato nell'mwaf0atmosfera stellare di Rigel è stato spiegato proprio sulla base di questa originaria velocità di rotazione molto elevata: essa dovrebbe infatti avere provocato un rimescolamento dei prodotti del mwaf4ciclo CNO, quando questa stella si trovava nella sequenza principalecite-ref-takeda2-37-1[37].

L'attuale velocità di rotazione di Rigel è molto difficile da determinare, così come lo è in tutte le supergiganti. Le stelle di questo tipo infatti uniscono una velocità di rotazione ridotta, causata dall'aumento di volume, a un'atmosfera estremamente turbolenta e non è semplice separare i movimenti del gas dovuti alla rotazione e quelli dovuti alla turbolenza. Tuttavia, Rigel è stata fatta oggetto di molteplici indagini in questo campo. Gli studi condotti stimano che la mwagqvelocità di rotazione proiettata (mwaguvmwagyeq × mwagcsin mwaggi) abbia un valore compreso fra mwagk25 km/s e mwago43 km/scite-ref-przybilla-34-1[34]cite-ref-takeda2-37-2[37]cite-ref-38[38]. La velocità di rotazione effettiva di Rigel dipende dall'angolo di inclinazione dell'asse di rotazione della stella rispetto alla nostra linea di vista, che non è conosciuto con precisione. Tuttavia Chesneau mwahcet al. (2010), tramite lo studio delle variazioni della mwahglinea mwahk, sono riusciti a rilevare la presenza di un'omogeneità sulla superficie di Rigel, che li ha portati a speculare che l'asse di rotazione della stella abbia un'alta inclinazione rispetto alla nostra linea di vistacite-ref-chesneau2010-32-1[32]. Moravveji mwah4et al. (2012) assumono quindi mwah860° ≤ i ≤ 90°cite-ref-moravveji-2-11[2]. Supponendo che il raggio stellare sia 78,9mwaiq Rmwaiu☉ e che la velocità di rotazione proiettata sia mwaiy25 km/s, come indicano due indipendenti studi del mwaic2010, allora se ne ricava che se l'asse di inclinazione è inclinato di 60° il mwaigperiodo di rotazione è di 137mwaik giorni, mentre se l'asse è inclinato di 90°, il periodo è di 158mwaio giornicite-ref-moravveji-2-12[2]. Il periodo di rotazione di Rigel dovrebbe essere quindi compreso fra questi due valori.

Vento stellare

Come tutte le stelle supergiganti, Rigel emette massicciamente mwajygas tramite il proprio mwajcvento stellare. Si tratta di un vento stellare relativamente veloce mwajg(400 ≤ v ≤ 600 km/scite-ref-39[39]), che emette radiazione nelle frequenze dell'mwaj0ultravioletto. Questo vento stellare origina una notevole perdita di mwaj4massa da parte della stella, ma c'è incertezza riguardo a quanto essa ammonti di preciso. Le misurazioni effettuate da tre diversi studi la collocano fra 1,1 milionesimicite-ref-40[40] e 1,3 decimilionesimicite-ref-41[41] di mwakcmassa solare ogni anno. Si tratta di una perdita che è nell'ordine di 1-10 milioni di volte la massa persa dal Sole ogni anno a causa del mwakgvento solare. In ogni caso tale perdita non avviene in modo regolarecite-ref-42[42], ma avviene in eruzioni che danno origine a diverse mwak0shell di gas, concentriche le une alle altre, che si espandono allontanandosi dalla stella. Queste eruzioni sono probabilmente uno dei fattori responsabili della mwak4variabilità della stella.

Studi condotti da Chesneau mwalaet al. (2014) su osservazioni condotte nel corso di due campagne osservative, nel 2006-2007 e nel 2009-2010, questi ultimi utilizzando lo strumento AMBER del mwaliVLT in mwalmCile, dimostrano la forte variabilità del vento stellare di Rigel e della variazione del tasso di massa persa su scala temporale di un solo anno. Nella seconda campagna l'atmosfera di Rigel appariva molto più tranquilla rispetto a 1-2 anni prima e la massa persa dalla stella tramite il vento stellare è passata da mwalq(9,4±0,9)×10−7 M⊙ a mwalu(7,6±1,1)×10−7 M⊙ perse all'anno, con una differenza in percentuale, tra i due periodi osservativi, dell 20% circacite-ref-chesnau2014-3-3[3].

Variabilità

Rigel mwalwvaria la sua luminosità in modo irregolare, come è tipico delle supergiganti, e viene comunque classificata come mwal0variabile Alfa Cygni, una classe di stelle che mostrano variazioni di luminosità sovrapposti dovute a pulsazioni non radiali, e il cui prototipo è mwal4Deneb (mwal8α Cygni)cite-ref-43[43]cite-ref-44[44]. Sia il periodo di variazione che l'ampiezza non sono infatti costanti. Secondo alcuni studiosi il semiperiodo medio di queste variazioni è 22 giornicite-ref-hayes-45-0[45]. Tuttavia secondo altri studiosi, le variazioni di luminosità della stella non hanno alcuna regolaritàcite-ref-46[46]. In ogni caso la variabilità di Rigel resta piuttosto complessa; variazioni della mwanavelocità radiale della stella hanno individuato almeno 19 oscillazioni simultanee non radiali, con periodi che vanno da 1,2 a 74 giornicite-ref-moravveji-2-13[2]. L'intervallo di variabilità va da 0,03 a 0,3 magnitudini, cioè dal 3 al 30 percento. L'esatto meccanismo all'origine di queste variazioni non è ancora conosciuto e sono state fatte al proposito diverse ipotesi. Una prima è che la stella vada incontro a pulsazioni non radiali, che interessano larghe parti dell'mwanuatmosfera stellare, in modo irregolare e non periodico. Queste pulsazioni sarebbero accompagnate da grandi perdite di massa, che renderebbero di forma irregolare l'involucro della stellacite-ref-hayes-45-1[45].

Sono state avanzate altre ipotesi. Poiché alcune osservazioni hanno rivelato la presenza non solo di gas che si allontana dalla stella, ma anche di gas che ricade su di essa, è stata proposta l'esistenza di fenomeni simili alle mwansprotuberanze solari e ai mwanwflare a cui il Sole va soggetto. Tutto ciò suggerisce l'esistenza di una mwan0cromosfera, per certi versi simile a quella del Solecite-ref-israelian-33-1[33]. Le protuberanze sarebbero più frequenti in corrispondenza dell'equatore stellare e sarebbero collegate con il mwaoimagnetismo di Rigelcite-ref-47[47]. La sua superficie presenterebbe infatti delle mwaocmacchie stellari. Nella zona interessate da esse si originerebbero vaste mwaogeruzioni di materiale confinato magneticamente che causerebbero loop molto estesi (decine di volte più grandi di quelli che interessano il Sole), che arriverebbero fino ad un'altezza pari a un quarto del raggio della stella. Le variazioni di luminosità di Rigel potrebbero essere associate a questi fenomeni, tuttavia, in un monitoraggio spettroscopico a lungo periodo pubblicato nel 2012, non è stato rilevato nessun mwaokcampo magnetico attorno alla stella, come solitamente succede per le supergiganti di classe O e B. Le variazioni della luminosità di Rigel potrebbero dipendere da uno o più fenomeni associati tra loro, come presenza di macchie, perdite di massa, pulsazioni o dall'interazione tra diverse strutture esistenti in prossimità della fotosfera stellarecite-ref-schultz-48-0[48].

Stato evolutivo

Entrata nella sequenza principale fra i 3 e 10 milioni di anni facite-ref-steward-29-1[29] come una mwapqstella di classe spettrale O, avente forse una massa una trentina di volte quella del Solecite-ref-israelian-33-2[33], Rigel ha già esaurito l'mwapkidrogeno presente nel suo nucleo e quindi è già entrata nelle fasi finali della sua esistenza. Stelle della massa di Rigel, infatti, bruciano molto velocemente il loro combustibile nucleare e hanno quindi una vita (in termini astronomici) molto breve. Da quando è entrata nella sequenza principale, Rigel ha sicuramente perso una consistente porzione della sua massa originaria tramite il potente vento stellare prodotto dalle stelle di classe O e dalle supergiganti. Tuttavia non è ancora chiaro quanta della sua massa iniziale Rigel abbia perso, perché il suo preciso stato evolutivo non è conosciuto.

Circa lo stato evolutivo di Rigel, infatti, due ipotesi sono possibilicite-ref-kaler-26-3[26]. Secondo la prima, Rigel sarebbe da poco uscita dalla sequenza principale e avrebbe un nucleo inerte di mwap8elio, che si sta contraendo e scaldando. L'innalzamento della temperatura del nucleo farà gonfiare in futuro la stella fino a farla diventare una mwaqasupergigante rossa simile ad mwaqeAntares o mwaqiBetelgeuse. In questo caso la massa attuale di Rigel dovrebbe aggirarsi sulla ventina di masse solari. Una seconda possibilità è che Rigel abbia già passato lo stadio di supergigante rossa e che la temperatura del suo nucleo sia già aumentata a sufficienza per innescare la mwaqmfusione dell'mwaqqelio in mwaqucarbonio e mwaqyossigeno. Se questo è accaduto, allora il suo nucleo si è espanso e ciò ha prodotto una nuova contrazione della stella che da supergigante rossa è tornata ad essere una supergigante blu. Se questa seconda ipotesi dovesse essere corretta, allora Rigel ha fatto in tempo a perdere maggiori quantitativi di massa, tanto che la sua massa attuale dovrebbe essere intorno alla quindicina di masse solari. In ogni caso, vista la sua massa elevata, il suo destino sembra quello di esplodere in una mwaqcsupernova di tipo II entro circa un milione di anni. Vista la relativa vicinanza di Rigel, questa esplosione potrebbe arrivare a brillare con una magnitudine apparente di −10, cioè apparire luminosa dalla Terra quanto un quarto della mwaqgluna pienacite-ref-darling-9-1[9]cite-ref-kaler-26-4[26].

Il sistema

Rigel non è in realtà una stella singola, ma un mwarcsistema stellare. Intorno alla stella principale, che è stata fin qui descritta e che è denominata Rigel A, orbitano due o forse più stelle. Rigel è stata riconosciuta come mwargbinaria visuale almeno dal mwark1831, sulla base delle osservazioni di mwaroF. G. W. Struvecite-ref-burnham1978-11-1[11]. La compagna visuale di Rigel A sarebbe una stella di tutto rispetto, brillando alla magnitudine apparente 6,7 nonostante la distanza di circa 800 anni luce. Tuttavia essendo vicina a Rigel A e essendo quest'ultima 500 volte più luminosa, la sua luminosità viene sovrastata dalla sua più potente compagna, sicché la sua risoluzione necessita di un mwar8telescopio di almeno mwasa150 mmcite-ref-burnham1978-11-2[11]. Alla distanza stimata, la compagna di Rigel A è separata dalla primaria da almeno mwasu2200 au (330 miliardi di km). Vista la notevole distanza fra le due componenti non si è finora osservato nessun moto orbitale, ma esse condividono il medesimo mwasymoto propriocite-ref-burnham1978-11-3[11]cite-ref-jedicke1992-49-0[49]. In ogni caso l'orbita viene compiuta in almeno mwas825 000 annicite-ref-kaler-26-5[26].

La compagna visuale di Rigel è essa stessa una mwatubinaria spettroscopica, formata da due mwatystelle azzurre di sequenza principale. Entrambe le componenti, chiamate Rigel B e Rigel C, hanno classe spettrale B9 e hanno una temperatura superficiale di poco superiore ai mwatc10000 K. Rigel B, la più massiccia, ha una massa pari a due volte e mezzo quella del Sole, mentre Rigel C ha una massa pari a mwatg1,9 M⊙cite-ref-burnham1978-11-4[11]cite-ref-jedicke1992-49-1[49]. Esse si trovano distanti mwaue100 au (circa 15 miliardi di km) l'una dall'altra e compiono il loro moto orbitale in circa 400 annicite-ref-kaler-26-6[26].

Alla fine del mwaucXIX secolo e all'inizio del mwaugXX ci fu una lunga controversia circa la possibilità di risolvere con telescopi un'ulteriore componente ottica nelle immediate vicinanze di Rigel. Parecchi osservatori esperti affermarono di averla individuata, mentre altri affermarono di non essere riusciti in questa impresa; tuttavia, anche quelli che affermavano di esservi riusciti furono spesso incapaci di ripetere il risultato. Le osservazioni compiute in seguito hanno smentito che tale ulteriore componente ottica esistacite-ref-burnham1978-11-5[11]cite-ref-jedicke1992-49-2[49].

Potrebbe essere invece legata al sistema un'ulteriore debole stella di quindicesima magnitudine, che si trova 44 mwavisecondi d'arco dalla principale. Alla distanza di 800 anni luce, questi corrispondono a una separazione di mwavm11 500 UA (circa mwavq0,175 anni luce) da Rigel A. Se veramente legata al sistema, questa mwavustella arancione di sequenza principale completerebbe la sua orbita intorno al trio delle stelle maggiori in almeno un quarto di milione di annicite-ref-kaler-26-7[26].

Il cielo visto da Rigel

Rigel, come tutte le stelle più massicce del Sole, non è certamente il luogo più adatto per la ricerca di mwawyvita come noi la conosciamo, in quanto una stella con la massa di Rigel ha una durata temporale di appena una decina di milioni di anni, tempo insufficiente perché si possano sviluppare forme di vita complessecite-ref-solstation-51-0[50]. Nei suoi pressi nessuna delle costellazioni visibili dalla Terra avrebbe la stessa forma, data la diversa distanza e luminosità delle stelle più brillanti della volta celeste terrestre; la stessa costellazione di Orione, una delle più famose del cielo terrestre, non esisterebbe, per il semplice fatto che Rigel ne fa parte. Inoltre, data la grande distanza che separa Rigel dal Sole, non è possibile conoscere con precisione i suoi dintorni, soprattutto per quel che riguarda le stelle non particolarmente luminose, come le mwawsnane rosse. Anche il Sole a oltre 800mwaww a.l. di distanza da Rigel, non solo non sarebbe visibile a mwaw0occhio nudo, ma non lo sarebbe nemmeno con piccoli telescopi, in quanto la sua mwaw4magnitudine apparente sarebbe di +12cite-ref-celestia-52-0[51].

Se comunque esistesse un sistema planetario abitato nei pressi di Rigel, il cielo sarebbe probabilmente un po' più luminoso di quello visto dalla Terra, e diverse stelle, molte della stessa costellazione di Orione, sarebbero più brillanti. Rigel avrebbe la stessa luminosità del Sole visto dalla Terra se osservata da 250mwaxq UA, e quella della mwaxuLuna piena se osservata da ben 2500mwaxy UA, vale a dire 5 volte la distanza media di mwaxcSedna, il più distante mwaxgoggetto transnettuniano del sistema solare conosciutocite-ref-53[52]. Una delle stelle più vicine a Rigel, a 19 anni luce, è HIP 24428, una stella di classe A simile a mwax0Sirio che, a quella distanza da Rigel, splenderebbe di magnitudine 0,36. Altre quattro stelle, che si trovano a una distanza tra 40 e 50mwax4 a.l., hanno tipo spettrale compreso da B9 a F2, e magnitudini che vanno da 1,39 a 3,42cite-ref-celestia-52-1[51].

Tuttavia, numerose stelle conosciute sarebbero più luminose di HIP 24428: in assoluto la più brillante dei cieli rigeliani sarebbe λ Eridani, una mwayusubgigante blu che, distante da Rigel 58mwayy a.l., brillerebbe di magnitudine −1,5, poco più di mwaycAlnitak (−1,33), che dista da Rigel 178mwayg a.l. Con magnitudine negativa sarebbero anche λ Leporis (−0,87), distante 79mwayo a.l., mwaysη Orionis, mwaywMintaka, mway042 Orionis e mway4Saiph, quest'ultima distante 250mway8 a.l. da Rigel. mwazaBetelgeuse, a poco più di 400 anni luce da Rigel, sarebbe l'ottava stella più luminosa del cielo, con una magnitudine di 0,1, poco più luminosa della vicina HIP 24428 e della calda supergigante mwazeAlnilam, che seppur distante oltre 1000mwazi a.l. da Rigel, brillerebbe di magnitudine 0,48. Anche mwazmWezen, altra supergigante distante poco meno di 1000mwazq a.l. da Rigel sarebbe comunque più luminosa che vista dalla Terra (0,79). Sarebbero invece meno luminose che viste dalla Terra alcune stelle che appaiono brillanti nei cieli terrestri a causa della loro vicinanza (ad esempio, Sirio, Vega, Altair, Capella). Meno luminosa apparirebbe anche mwazuCanopo, che ad oltre 600mwazy a.l., brillerebbe "solo" di magnitudine 1,1cite-ref-celestia-52-2[51].

Per quanto riguarda HIP 24428, la vicina mwazwstella bianca, nei suoi immediati dintorni Rigel sarebbe estremamente luminosa, arrivando a una magnitudine di −8, ben più luminosa del pianeta mwaz0Venere visto dalla Terra, e in grado di proiettare ombrecite-ref-celestia-52-3[51]cite-ref-54[N 2]. Se su un pianeta di HIP 24428 esistesse una civiltà evoluta almeno come la nostra, con una storia di qualche milione di anni alle spalle, avrebbe visto la nascita della più giovane Rigel e la sua evoluzione in supergigante nel corso dei millenni, con la crescente preoccupazione della sua futura esplosione in supernova. Trovandosi a meno di 20mwa0y a.l. infatti, l'esplosione di Rigel in una mwa0csupernova di tipo II metterebbe a serio rischio qualsiasi forma di vita presente su quel pianetacite-ref-gehrels-55-0[53].

Etimologia e significato culturale

Il nome di Rigel deriva dalla sua posizione di "piede" sinistro di Orione. È infatti una contrazione di mwa1mRijl jawza al-yusra, espressione mwa1qaraba per "il piede sinistro di Colui che è Centrale". Un altro nome arabo è mwa1uriǧl al-ǧabbār, che significa "il piede di colui che è grande (gigante, conquistatore, ecc.)"; da questa espressione araba derivano i nomi alternativi di Rigel, mwa1yAlgebar e mwa1cElgebar, che tuttavia sono raramente utilizzaticite-ref-allen-12-1[12].

Nella mwa10mitologia norrena il gigante mwa14Orione era identificato con Orwandil. Secondo il mito egli stava viaggiando in compagnia del dio mwa18Thor, quando in uno sfortunato incidente il suo alluce si congelò durante l'attraversamento di un fiume. Thor tagliò il dito e lo lanciò nel cielo, ove divenne Rigel. In alcune varianti, l'altro alluce divenne la stella mwa2aAlcorcite-ref-56[54].

In mwa2yCina Rigel è conosciuta con il nome 参宿七, che significa "la settima delle tre stelle"cite-ref-57[55]. Questo curioso nome deriva dal fatto che i cinesi chiamavano l'mwa2sasterismo della mwa2wCintura di Orione, "le tre stelle". Poi altre stelle vennero aggiunte all'asterismo, ma il nome non cambiò.

In mwa24Giappone Rigel fu chiamata mwa28Genji-boshi, nome suggerito dalla bianca bandiera del mwa3aclan Genji. Il nome, infatti, significa la stella del clan Genji. Un altro nome utilizzato in Giappone è mwa3eGin-waki, che significa "la (stella) argentata accanto (alla Cintura di Orione)"cite-ref-58[56].

Presso la popolazione mwa3caborigena australiana dei Wotjobaluk Rigel era chiamata mwa3gYerrerdet-kurrk ed era considerata la suocera di mwa3kTotyerguil, cioè mwa3oAltair. La distanza fra le due stelle esprimeva il taboo che impediva a un uomo di accostarsi alla propria suoceracite-ref-59[57].

Nella mwa4anavigazione astronomica, Rigel è una delle più importanti stelle utilizzate per stabilire la posizione di una nave. Ciò è dovuto sia alla sua brillantezza, sia alla sua posizione vicina all'equatore celeste, che la rende visibile da tutti gli oceani del mondo.

Rigel nella finzione

Rigel nella finzione è stata menzionata soprattutto per il suo significato mwa4mmitologico e per essere un punto luminoso di luce ben visibile nel cielo della Terra, più raramente è stata menzionata come al centro di un mwa4qsistema planetario. Rigel non è nota per possedere pianeti, è molto distante dalla Terra, è troppo giovane e con una breve vita davanti a sé e quindi poco adatta alla formazione di forme di vita intelligente; per questo gli autori di fantascienza l'hanno raramente citata come provenienza di forme di vita aliene, e ancor più raramente l'hanno citata come scenario di storie fantascientifichecite-ref-60[58].

Letteratura

Nel mwa5mmwa5qCiclo dell'Impero di mwa5uIsaac Asimov viene descritto un mondo attorno a Rigel popolato da una civiltà pigra e decadente basata sulla robotica che cade presto vittima del signore della guerra Moray, mentre nel 1999, mwa5yDavid Brin nell'ambito dell'universo fantascientifico di Asimov e del mwa5cmwa5gCiclo della Fondazione in particolare, descrive un pianeta nei pressi di Rigel di nome "Pengia"cite-ref-61[59] in mwa50mwa54Fondazione, il trionfo, sul quale si riunisce una commissione, in quello che sarà il capitolo finale della sagacite-ref-62[60].

In mwa6qmwa6uLensman, serie di romanzi di mwa6yE. E. Smith scritti tra il 1948 e il 1960, viene descritto Rigel IV, in orbita attorno a Rigel, come popolato da una razza intelligente. Il pianeta attorno a Rigel viene maggiormente citato in un sequel della saga, scritto da mwa6cDavid A. Kyle anni più tardi, in mwa6gLensman From Rigel, dove viene descritto come un mondo incandescente a causa dell'alta mwa6kradiazione ultravioletta emanata dalla calda stella blu, nonostante questa fosse 200 volte più lontana dal pianeta di quanto non lo sia il Sole dalla Terracite-ref-63[61]

Nel ciclo dei mwa68Principi Demoni, serie di cinque libri scritti da mwa7eJack Vance tra il 1964 e il 1981, Rigel è uno dei tre principali centri della civiltà umana (con la Terra e mwa7iVega), dotato di un sistema di ventisei pianeti abitati (Rigel concourse)cite-ref-darling-9-2[9]. Nel libro del "Fabbricante di Lacrime", scritto da mwa7gErin Doom, Rigel è il personaggio maschile

Cinema e televisione

Nell'universo fantascientifico di mwa7sStar Trek Rigel è menzionata diverse volte come stella madre di vari pianeticite-ref-darling-9-3[9]. Nelle serie televisive mwa8amwa8eStar Trek, mwa8imwa8mStar Trek: The Next Generation, mwa8qmwa8uStar Trek: Deep Space Nine e mwa8ymwa8cStar Trek: Enterprise vengono citati Rigel II, Rigel III, Rigel IV, Rigel V, Rigel VII, Rigel X e Rigel XII. Secondo il libro mwa8gThe Worlds of the Federation il sistema di Rigel è situato nel mwa8kQuadrante Alfa e sarebbe lo stesso "Sistema di Orione", menzionato più volte in alcune produzioni della saga, tuttavia nel libro non canonico mwa8oStar Trek: Star Charts, vengono menzionate due stelle, chiamate Beta Rigel e Beta Orionis e con sistema di Orione ci si riferisce piuttosto a quello dominato dalla mwa8sstella binaria mwa8wPi3 Orionis, la cui principale è una mwa80stella di classe F situata nel mwa84Quadrante Betacite-ref-64[62]. Nelle diverse serie televisive, i pianeti di Rigel sono menzionato soprattutto nella serie originale (mwa9mTOS) del 1966 fin dal primo episodio (mwa9qThe cage), dove il capitano Pike e la sua squadra vengono attaccati dai nativi di Rigel VII.
Nel film mwa9yStar Trek V - L'ultima frontiera si parla perfino di una canzone dal titolo mwa9cMoon over Rigel VII che il capitano mwa9gJames T. Kirk propone di cantare mentre è in campeggio con mwa9kSpock e il Dottor mwa9oMcCoy.
Nell'episodio finale della serie mwa9wThe Next Generation viene invece citato Rigel III come luogo dove il tenente mwa90Geordi La Forge si ritira con famiglia a fare il romanziere, in una storia dove l'onnipotente e capriccioso mwa94Q trascina l'equipaggio 25 anni indietro nel tempo e 25 anni nel futuro. Nell'episodio finale di mwa98mwa-aStar Trek: Enterprise viene menzionato Rigel X come pianeta di ghiaccio, comunque popolato da numerose specie senzienticite-ref-65[63]. Nel film "mwa-uFabbricante di Lacrime", Rigel è il nome del protagonista maschile interpretato da mwa-ySimone Baldasseroni.

Note

Note al testo

cite-note-501. La magnitudine apparente di Rigel a 71 UA è pari a −29,2, mentre il Sole visto dalla Terra ha una magnitudine −26,77 (mwa-8Celestia), inferiore di 2,43 magnitudini rispetto a Rigel. Tramite la formula mwa-adifferenza magnitudine-luminosità si ottiene: mwa-emwa-imwa-mmwa-qmwa-u mwa-y mwa-c mwa-g mwa-k mwa-o mwa-s mwa-w mwa-0 mwa-4 mwa-8r mwbaa mwbael mwbai= mwbam2 mwbaq, mwbau mwbay512 mwbac mwbagx mwbak≈ ≈ mwbao2 mwbas, mwbaw mwba0512 mwba4 mwba82 mwbba, mwbbe43 mwbbi≈ ≈ mwbbm9 mwbbq, mwbbu4 mwbby{\displaystyle {\begin{smallmatrix}r_{l}=2,512^{x}\approx 2,512^{2,43}\approx 9,4\end{smallmatrix}}}
cite-note-54N 2. Rigel ha una mwbbsmagnitudine assoluta mwbbwbolometrica (Mmwbb0v) di −8 circa, tuttavia Rigel emette parte della sua radiazione nell'mwbb4ultravioletto, non visibile all'occhio umano, mentre in mwbb8luce visibile la sua magnitudine assoluta (Mmwbcav) si riduce a −7,1 Cfr.mwbcemwbcimwbcmStar Light ... Star Bright ..., su mwbcqecampus.matc.edu. mwbcuURL consultato il 18 novembre 2014. e distando da HIP 24428 mwbcymwbcc19mwbcg mwbckal, la sua magnitudine apparente risultante è pari a: mwbcomwbcsmwbcwmwbc0mwbc4 mwbc8 mwbda mwbde mwbdi mwbdm mwbdq mwbdu mwbdy mwbdcm mwbdg= mwbdk mwbdoM mwbds mwbdwv mwbd0− − mwbd45 mwbd8( mwbea1 mwbee− − mwbei mwbemlog mwbeq mwbeu10 mwbey⁡ ⁡ mwbec5 mwbeg, mwbek90 mwbeo) mwbes= mwbew− − mwbe08 mwbe4, mwbe82 mwbfa{\displaystyle {\begin{smallmatrix}m=M_{v}-5(1-\log _{10}5,90)=-8,2\end{smallmatrix}}}

Fonti

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Voci correlate
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Collegamenti esterni

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• mwb8kFoto di Rigel e della nebulosa Testa di Strega presso APOD